Sento ancora il dolore grondare nelle crepe delle mie paure, solitudini, insicurezze, del mio nonsonomaiabbastanza, e riempirli.
Percepisco l'amplificarsi dei miei doppifondi, il loro riempirsi di vuoti, di sentimenti vacui, effimeri.

Sono nel posto sbagliato circondata da persone sbagliate..troppo sbagliate.
O magari quella che non va bene, che o è troppo o non è mai abbastanza, sono io. Sono io, quella che ha paura della sua stessa ombra. Sempre io quella piena di progetti e buoni propositi puntualmente sciolti nell'acido delle incertezze. Sono io quella incostante, quella che oggi non c'è e domani chissà. Sono io quella che si circonda di poche persone ma buone, e poi si sente sempre sola. Sempre io quella che fa della propria solitudine un punto di forza e di debolezza insieme, quella per cui la solitudine silente e fredda è un gran dono oltre che un'affilata lama in pieno ventre. Sono sempre io, quella che allontana categoricamente coloro i quali, (s)fortunatamente pochi, sono in grado di valicare i muri che si sono stratificati negli anni. Sono io quella che si sente crollare il terreno sotto i piedi a causa della perdita di un qualche affetto, e sono sempre io quella che irrigidisce il cuore e preferisce cadere piuttosto che aggrapparsi a qualcuno che, quasi sicuramente, la getterà via a metà strada, quando avrà finito di rubarne la linfa e le lacrime. Sono io quella che si aggrappa ai cuori ostili, scivola e si lascia cadere. Sempre io quella che cade e dice che va tutto bene quando in realtà ha le gambe rotte.

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